L'antisportivo


Chiusa un c....
 

"Chiusa una brutta pagina". Così l'assessore Samorì bolla l'arresto di Boccio. Con eccessivo ottimismo unita ad una buona dose di memoria corta. Perchè, al di là del fatto che l'indagine milanese forse lambisce il filone forlivese ma è roba a parte, Samorì crede che il proprio impegno nel trovare sponsor per la pallacanestro (ed ultimamente, ci dicono, tentando di convincerli a dividersi col calcio) unito al suo grande entusiasmo per Vianello prima e per Rossi poi, abbiano obnubilato le menti cittadine. Pìa illusione. 

Noi attendiamo, piuttosto impazienti, che qualcuno ci spieghi come un'amministrazione comunale che non è piovuta da Marte, abbia consentito ad una Srl come tante di accumulare centoventimila euro di affitti non pagati che, con il fallimento della FulgorLibertas, sono andati definitivamente persi. Soldi nostri che potevano essere usati per un asilo o per aiutare le centinaia di forlivesi che vivono un momento di difficoltà, sono stati usati per pagare gente in bragoni che la mette dentro un cesto. Per dipendenti di una società pri-va-ta. Con quale giustificazione? 

Non basta? Sempre un'amministrazione che non proviene da Marte, quando è arrivato Boccio in città, nonostante ci fossero mille avvisaglie, nonostante il passato parlasse per lui, nonostante un gruppo di forlivesi, debitori del Comune, si fossero seduti al tavolo con un pregiudicato, non ha fatto barricate. Non una parola. Non un sussulto. Boccio ha portato in città fideiussioni che oggi vengono accostate alle 'ndrangheta, ma nulla si è mosso, se non a frittata fatta. Ecco, ci chiediamo, perchè?

Fino a quando i due interrogativi sopra (oltre a qualche altra decina) non troveranno risposta, l'unico nostro argomentare all'affermazione "chiusa una brutta pagina", sarà: chiusa un cazzo!

Contributo originale a cura di forlibasket.it.
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Articolo pubblicato
Venerdì 08 aprile 2016 18:20

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