Intervista


 

Breve sunto della giornata di mercoledi 19 novembre 2014 [si ringrazia Enrico Pasini]. Riunione della squadra senza Abbott. Frattin e Bucci stanno al telefono con Boccio per oltre 90 minuti. I 7 italiani escono cambiati, palla in mano e alle 18:20 iniziano un allenamento vero. Bucci si limita a dire che Boccio giovedì arriverà in palestra e parlerà alla squadra. La squadra pare credergli il giusto e aspetta di vederlo. In serata contattiamo Max Boccio telefonicamente.


 

Max Boccio, dove ti trovi?

Sono a Londra. Sto vendendo i titoli JP Morgan in mio possesso per poi tornare e sistemare tutto.

Allora non sei in fuga verso qualche luogo dove non ci sia l’estradizione…

Lo so, lo so cosa si dice a Forlì. Sono qua da due giorni, assorbitissimo dal lavoro. Ma sento l’eco delle robe assurde che si scrivono e si dicono in città. E del resto quando alla mattina riaccendo il cellulare trovo tra le 20 e le 25 chiamate…

A Forlì se ne scrivono e se ne dicono di ogni: verissimo. Certo però che tu ci metti del tuo. Per caso ti è giunta voce che hai la squadra in sciopero?

Ovviamente sì. Non me la sento di gettare la croce sui ragazzi. Hanno le loro motivazioni.

I due slavi sono tornati a casa loro…

Hanno diritto di prendere le posizioni che ritengono giusto prendere. Io conto di rimettere tutti assieme e ripartire quanto prima.

Un giocatore, di cui credo sia opportuno non fare il nome, mi ha detto, testualmente: “Finora tutte le cose che ha detto Boccio si sono rivelate delle cazzate”.

Mi piacerebbe che cose di questo genere mi venissero dette in faccia. Comunque è finita la fase delle parole: è il momento delle cose concrete. Ho pagato il 12 settembre il primo stipendio dopo 12 giorni di lavoro. Ora è vero che sono indietro di un mese e mezzo. C’è poco da dire. Ho fatto meglio di Napoli, che non ha corrisposto nemmeno una mensilità, però la cosa non mi consola. [NOTA DELL'AZZURRO BASKET NAPOLI] Sono dalla parte del torto. E devo tornare coi soldi.

Alcuni giocatori vivono momenti difficili. Chi in albergo. Ad un altro han staccato la luce. Ma si può?

E’ colpa del clima che si è creato. Panico totale. Immotivato. Avevamo chiuso e fatto tutto con l’agenzia immobiliare che doveva affittarci le case. Poche ore dopo esserci accordati ci han richiamati dicendo che volevano fidejussioni a copertura dell’intera stagione: ecco perché il ricorso agli alberghi. Tutte le banche cittadine mi hanno voltato le spalle, a partire dai vari direttori. Nessuno di fatto mi ha dato una mano. A parte forse Sassi e Pierotti dell’Ente Fiera. Perché nella vita fanno gli imprenditori e allora certe cose le capiscono. Ho appuntamento con loro venerdì. Però capisci anche te che così è dura.

E’ dura anche per Abbott e Zizic, che non hanno visto ancora un euro.

Questo non è vero. Non hanno visto stipendi ma ho anticipato loro dei soldi per le spese vive.

Antonutti se n’è andato.

Pazienza. Il progetto non dipende da uno o da due giocatori che se ne vanno. Sai cosa ti dico? Che quasi quasi mi faccio tesserare e vado in campo io domenica prossima. Così, per dirti quanto ci tengo a mandare avanti il discorso. Oh, naturalmente collasserei nel riscaldamento durante la “ruota”…

Alla prima conferenza stampa dicesti, parole tue: “I soldi sono l’ultimo dei problemi”. A occhio e croce sembrerebbero il primo.

In quel momento era effettivamente l’ultimo dei problemi. Prima del casino a luglio. Mi riferisco all’assegno mandato giù dai Servadei. Non avete idea di quanto quell’episodio abbia complicato il quadro. So che i Servadei erano in buona fede ma sta di fatto che quella segnalazione al Cai, con conseguente blocco dei conti correnti e la FulgorLibertas spa sotto i riflettori, ha reso impossibile far venir giù i soldi in modo normale.

E’ per questo che sei a Londra?

Sì. Devo vendere un mio titolo JP Morgan, che è americano, in Italia non lo posso commercializzare. Ho appreso in questi giorni che se lo vendo qui a Londra, nel momento in cui appoggio i proventi del titolo in una banca inglese e poi li porto in Italia faccio una manovra scorretta sul piano fiscale. O vado fisicamente negli Stati Uniti a fare l’operazione o, come spero, lo faccio appoggiandomi sul Lussemburgo. Nel primo caso mi occorrerebbe più tempo, nel secondo una manciata di giorni. In ogni caso nella vita faccio il trader, so fin troppo bene che tra il decidere di vendere un titolo, fosse anche un Bund tedesco, e venderlo non c’è automatismo. Non mi chiedere date precise, di sicuro non andremo alle calende greche. Presto monetizzo e sistemo tutto.

Rapida carrellata su quanto "si dice" nella provincialissima Forlì. "Boccio scappa coi soldi degli abbonamenti"...

Figuriamoci! Parliamo di un centinaio di migliaia di euro. Se faccio una mano di conti ne ho spesi già finora, altri tre o quattrocentomila. E, in ogni caso, ho ricevute e pezze giustificative con cui posso dimostrare che ogni singolo euro della campagna abbonamenti è stato investito nella FulgorLibertas.

"Boccio deve far entrare in Italia dei soldi di dubbia provenienza, “usa” la pallacanestro per farli scendere in Italia ma per mille motivi farli venir giù è più difficile del previsto. E il suo piano s’inceppa".

Beh, non è né nuova né originale. Ai tempi della Virtus quando il primo anno conferii tutti quei soldi della sponsorizzazione cominciarono a girare quel tipo di voci: mafia russa ed altre idiozie. Vedrai, quando tra qualche giorno scenderò coi soldi si comincerà a dire che sono finanziato da qualche “mammasantissima”. Regolare.

"Boccio è in combutta coi vecchi soci: essendo fallito e nullatenente si intesta tutti i loro debiti, salva loro la vita, lascia i creditori con un pugno di mosche non avendo costoro nulla da aggredire… e magari – lontano dai riflettori - prende, dalla vecchia guardia, qualche decina di migliaia di euro per il disturbo e se ne va a svernare al caldo…".

Innanzitutto i mutui restano sui firmatari, che con le firme han messo in campo garanzie personali.

Sì, però “il grosso”, i piccoli e medi creditori, i fornitori, gli ex-atleti… tutti questi adesso se la devono vedere con la “nuova” FulgorLibertas… Cioè con te.

Io ho un patrimonio personale, all’estero. Aggredibile, sia pur con non piccole difficoltà. Ma il punto è un altro: la FulgorLibertas è di mia moglie, non mia. E Mirela non è esattamente la racchia che mi sono sposato per farla rovinare al posto mio. Siamo una coppia ben assortita, non trovi?

A proposito dei “vecchi soci”. Se non intervengono loro non pagate la seconda rata Fip, vi sbattono fuori dal campionato e manco decollate per Trapani.

Su Trapani quello che avevo da dire l’ho scritto domenica in un sms di fuoco al proprietario dell’Agenzia Viaggi (Viaggi Fortuna). Per il resto dire che sono andato a chiedere ai vecchi soci l’elemosina o qualcosa del genere significa distorcere la realtà. Mi piacerebbe fare un bel tavolo pubblico con loro, uscirebbero cose interessanti.

Quindi Boccio non molla. La FulgorLibertas è ancora viva.

Proprio così. Io non mollo, non posso farlo adesso dopo tutti gli sforzi che ho fatto. Anche se effettivamente quando st’estate mi dicevi che avrei fatto meglio a prendere un titolo vergine e portarlo in città avevi ragione da vendere. Avrei dovuto prendere una rincorsa più lunga, partire più accorto. Ma ora sono in ballo e allora ballo. Anche se ho poco pubblico e non ho lo sponsor.

Come puoi pensare di essere seguito? Il tuo progetto è traballante, improvvisato, appare inaffidabile. Se un tifoso è scettico la domenica sta a casa o ha scelto di non abbonarsi... o se un imprenditore non vuole legare il proprio nome a questi stenti... come puoi dar loro torto?

Io credo che le persone vadano aiutate quando sono in difficoltà, non quando le cose vanno bene. La FulgorLibertas è al momento un’impresa, perché va considerata alla stregua di un’impresa, che vive, come tante altre, un momento di difficoltà. Credo che la FulgorLibertas sia un patrimonio della vostra città prima di tutto, a prescindere da chi la gestisce di volta in volta. Però in questi mesi ho constatato un quadro velenosissimo, ipocrisie ad ogni angolo. Soci che sparlano di altri soci ma frontalmente "fanno gli amici". Forte tendenza a dividersi in clan. Da questo punto di vista Forlì come città secondo me ha dei problemi seri.

Aiutaci a risolverli.

La FulgorLibertas esiste, e assicuro che la cosa a giugno non era affatto scontata. Secondo me accanirsi su Boccio equivale al marito che per far dispetto alla moglie che lo tradisce si taglia… Vabbè, ci siamo capiti. Sono stato troppo tecnico?

Riccardo Girardi
Contributo originale a cura di forlibasket.it.
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A cura di
Riccardo Girardi
riccardogirardi@forlibasket.it



Articolo pubblicato
Giovedì 20 novembre 2014 00:35

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