Una, una cosa soltanto, sarebbe stata peggio dello snervante 'basso profilo' con cui l'oratorio ci ha anestetizzati (o ha tentato di farlo) per un decennio: la dabbenaggine, la spacconeria. Ed è, a quanto pare, a base di questo infame ingrediente l'amaro menù che tocca sorbire a Forli in questa torrida estate, che segue l'immondo inverno e l'indigerbile primavera che ben conosciamo. Su queste colonne l'avevamo scritto qualche settimana fa: Natali uomo sopra le parti, cartina al tornasole, occhio che se a fine giugno molla lui... 'Crabs stiamo arrivando'. Ed è esattamente quel che sta succedendo: Forli farà, se va bene, una terza serie. Come, non è dato a sapersi. Probabilmente in modo raffazzonato. E facendola in modo raffazzonato, prendere il tram per la LegaDue Silver sarà a dir poco proibitivo. Ecco perchè Forli, al momento, ha eccellenti probabilità, esattamente tra un anno, di giocare in una quarta serie che sara' dilettantistica che piu' dilettantistica non si può.
Senza andare troppo avanti, che per darsi clavate nelle parti intime c'è sempre tempo, guardiamo al presente. Al momento al vertice della FulgorLibertas comanda Grazioso. Uno che grossomodo non sapeva manco cosa la FulgorLibertas fosse soltanto due anni fa. E che adesso, complice la ritirata della vecchia guardia (Arpaia ha l'azienda al collasso, Genesi è in scazzo totale col genio della lampada) e anche della nuova, in via Zuelli comanda nella forma e nella sostanza. Purtroppo, vien da dire. Perche' al netto di una buona fede e una buona volontà che, faticosamente, gli accordiamo, nel suo anno di presidenza ha firmato un assetto societario senza capo ne coda venduto come la svolta epocale (beh, in un certo senso lo è stata); il patetico teatrino natalizio, vero start-up del disastro e highlight delle svariate supercazzole sottoposte alla piazza; una retrocessione in terza serie che in queste pur disastrate latitudini mai avevamo avuto il piacere di assaporare; infine una fuga a gambe levate dell'intera dirigenza, vecchi, nuovi (anche quelli con delle qualità: Raffoni e Alberani) e potenziali (Natali), ciò che nel bene e nel male ha edificato e avrebbe potuto edificare il futuro della pallacanestro cittadina.
Un futuro mai cosi' fumoso, Fumoso come le parole di questo milordino dall'eloquio forbito. Cui chiediamo (a lui o, in alternativa, al suo scherano) gentilmente la convocazione di una nuova conferenza stampa. Questa utile, una volta tanto. Per prima cosa a dire in faccia alla gente di Forli - piazza con una passione unica in Italia che francamente tutto questo non l'avrebbe meritato - come stanno veramente le cose (dopo la ripartenza di Natali non e' davvero piu' tempo di supercazzole). Se poi volesse aggiungerci anche delle belle dimissioni, sarebbe il minimo sindacale dopo i disastri degli ultimi 12 mesi.















