Se non è una fumata bianca, quella che esce dal camino di via Zuelli è di una tinta chiara, che al bianco assomiglia e non poco. Il più terrificante weekend della storia recente della pallacanestro cittadina, restituisce Forlì alla LegaDue. E questo ben oltre il mero diritto alla seconda serie confermato da quella stessa Fip che sabato scorso ha tirato lo sciacquone sulle storie di realtà del calibro di Fortitudo e Treviso. Mero diritto che, se non supportato da un piano di risanamento serio e credibile, avrebbe aggiunto soltanto sale sulle ferite di un'estate da incubo. E invece...
La "quadra", come si dice in gergo, è stata trovata. Quella dello 'spalmadebiti', per la prima volta anticipata da forlibasket la settimana scorsa, è la metodologia cui si ricorrerà. Di qui a fine mese la "nuova gestione" capitanata da Giannelli 'si farà carico' di buona parte del buco nero cagionato dalla "vecchia guardia" e si impegnerà a coprirla negli anni a venire. Di fatto Giannelli si compra la FulgorLibertas rilevandone i debiti, con l'idea che nella pallacanestro attuale e in quella a venire, in drastico ridimensionamento dei costi, si possa dar vita a stagioni decenti anche con budget molto contenuti. Tantopiù in una città come Forlì: che, in termini di partecipazione, anche economica, "dà" (perlomeno al momento, sul medio termine è tutto da verificare) quanto nessun'altra piazza in LegaDue.
Dentro questo budget, nella testa di Giannelli ben lontano dal "milione e mezzo" fino a pochi mesi fa il 'riferimento' universamente riconosciuto per dar corpo ad una LegaDue appena decente (diciamo che si punta a fare con la metà), si ritiene ci possa essere spazio per infilarci pure le 'rate' del debito. L'applicazione pratica delle suddette teorie di Giannelli, oltre alla sostanza economica e progettuale del suo nuovo corso, saranno ovviamente da verificare di qui in avanti. Ma, affrontando un problema alla volta, al momento era necessaria una sola cosa: non staccare la spina dalla macchina che domenicalmente porta 3.000 malati al Palafiera. E questo primo obiettivo, tuttaltro che banale solo una settimana fa, è stato raggiunto.
Gli autori del 'quasi-crack' - prima di tirare un sospiro di sollievo per la voragine economica generata dai pastrocchi, le nefandezze, le omissioni, le scorrettezze e le bugie dell'ultimo lustro - dovranno però aspettare l'estinguersi completo del rientro giannelliano: perchè in caso di imprevisti lungo il percorso, il residuo sarà sempre roba loro e non della nuova guardia. La cosa andava messa per iscritto: tra questa soluzione e l'ipotesi alternativa - concreta come non mai - non solo di passare alla storia per un indegno fallimento, ma pure di dover andare pesantemente in tasca (ed eventualmente, di ritrovarsi sul pianerottolo di casa le banche ad azzannarli sui beni personali), gli oratoriani hanno optato per il "male minore", cioè firmare. Regista dell'operazione, a detta un pò di tutti, sarebbe stato - badate bene - Giorgio Grazioso. Determinato e applicato come non mai, il presidente vede la luce in fondo al pazzesco tunnel di un anno da incubo e scongiura così l'atroce ambo retrocessione/fallimento, convertendolo in un tris retrocessione/ripescaggio/risanamento.
Proprio Grazioso dovrebbe rimanere al fianco di Giannelli nella "nuova FulgorLibertas". Sicuro l'arrivo di un general manager da fuori, che però - per non riavere le brutte soprese del passato - agirà sotto strettissima osservanza di un socio/dirigente, che potrebbe essere Geppo Fabbri. In arrivo anche un ds: Casoli e Cedro Galli (per quest'ultimo anche un ruolo da responsabile giovanili) i candidati. Per il coach piacciono Ticchi e Cavina. Tornando ai soci, su Mr. Ortomio, Stefano Raffoni, uno dei pochi personaggi con reali potenzialità economiche in città e dato "in fuga" nei giorni scorsi (sarebbe stata una roba da Tafazzi), sembra stia avendo luogo - sempre da parte di Grazioso - un pressing che alla fine potrebbe trattenerlo in via Zuelli. Della vecchia guardia l'unico reduce in odor di permanenza sarebbe Genesi: come poi possa, il nuovo corso, accettare al suo interno il GM sotto la cui sovrintendenza è emerso quel che è emerso, è mistero che qualcuno, nel caso, ci spiegherà.
Se negli anni scorsi avete sentito parlare di basso profilo e budget basso (che poi spendessero 1.800.000 euro per una LegaDue o avessero fatto deliranti triennali a Davolio e Lestini è tutto un altro discorso), preparatevi a rivisitare il concetto. Quello che vi pareva miseria era una suite di Dubai: adesso vi aspetta un sottoscala ai Quartieri Spagnoli di Napoli. O mangiare questa minestra...
Trapelano, nel frattempo, voci a dir poco "bizzarre" su Nicola Alberani. Quelli sul socio FL in uscita e sulla sua nascente esperienza alla Virtus Roma sono rumors talmente bizzarri che riteniamo vadano presi col beneficio del dubbio e adeguate molle. Ma è estate, estate tra l'altro piuttosto angosciosa dalle nostre parti, e allora leggete le righe che seguono con lo stesso spirito con cui rubate Novella 2000 alla fidanzata sotto l'ombrellone. "Sembrerebbe" che l'ex DT di Forlì lavorerà alla corte di patron Toti ad un rimborso pocopiù che simbolico (1.000 euro al mese) e che porterà a Roma uno sponsor (su cui, se quanto scritto un rigo più sù è vero, ci auguriamo vorrà trattenere un minimo di provvigione). Gustosa anche l'ipotesi, ventilata da più parti, sul collaboratore - forlivesissimo - che lo seguirebbe nella capitale nelle vesti di team manager della Lottomatica: Marco Catalano.















