Neanche 1 anno fa, in Municipio, con una certa pomposità veniva presentata la "nuova FulgorLibertas": quella dei 50 e passa soci, di Grazioso presidente, delle deleghe precise, del 'tutti uniti'. Pochi mesi dopo Forlì constata il fallimento su tutta la linea di tale progetto: di quello sportivo, condannato senza pietà da una retrocessione dolorosa e meritata. E di quello societario: con una compagine azionaria polverizzata, divisa in clan, insincera al proprio interno, si è raccolto quel che si è seminato. Analizziamo la performance dei membri del 'consiglio direttivo' nel corso del 2011/12..?
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Giorgio Grazioso |
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Assume la presidenza nell'estate 2011: molto probabilmente la lascerà meno di un anno dopo. Nel suo anno di gerenza un'inedita e ingloriosa retrocessione. Oltrechè pedina strategica in chiave-Palafiera, doveva essere l'elemento aggregativo tra i nuovi soci di peso, la masnada degli 1% e la 'vecchia guardia' oratoriana: schiacciato nel mezzo, raccoglie i cocci di una missione totalmente fallita. Tra perpetuo abuso d'inglesismi e l'ormai leggendaria "supercazzola", l'unico aspetto in cui il Genio della Lampada è parso deciso è stato nell'esercizio della sua "delega alla comunicazione": boicottandoci. Ambienti a lui vicini dicevano che questa presidenza al basket doveva essere il trampolino per lanciarsi nella corsa a sindaco di Forlì in un ravvicinato futuro: stante il "ritorno" che otterrà dall'avventura nella pallacanestro, diremmo che consigliere circoscrizionale può bastare. |
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Erio Masoni |
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Annata piena di ombre per il vecchio leone: brutta botta la doppia destituzione dal trono provinciale della Fip e della sua amata Fulgor. Per quest'ultima, a titolo di liquidazione non richiesta, potrebbe diventare suo malgrado il parafulmine nella disavventura Equitalia. |
![]() Gianni Genesi Direttore Generale |
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Altro uomo teoricamente di raccordo tra le varie anime societarie. Ma la sua appartenenza al clan dei 'vecchi', con l'annessa inscindibile amicizia con Roberto Arpaia, lo contamina. La dissociazione, elegante e periodica, dal duo Alberani&Vucinic più che una prova è una pistola fumante. La FulgorLibertas nei momenti difficili si affida alla sua ars-oratoria, in cui può dimostrarti tutto e il contrario di tutto nel breve giro di un quarto d'ora. Ma dimostrare la bontà di una retrocessione stavolta non sarà facile nemmeno per lui... |
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Nicola Alberani |
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Se vai a nuotare in una vasca piena di squali e piranhas, un pò di cotenna robusta non guasta. Quella che Nicola, sprovvisto della men che minima dose di attitudine canagliesca, non ha. Così come non ha in mano il portafogli di famiglia, che in Via Zuelli pensavano avrebbe tonificato i conti. Traccheggia nel corso di una lunga estate, tentato dalle sirene veronesi, alla fine resta con 'pieni poteri tecnici' solo teorici. Non sa aspettare Jones ma confeziona una squadra low-cost (azzeccati gli americani, grave il non-cambio del play) che mai avrebbe fatto i playoff ma mai sarebbe retrocessa. In autunno lo mandano al mercato con le pezze al culo per correggere gli imprevisti (e lui stavolta con poco prende gente che vale poco: Trapani e Marino). Tra Natale e Capodanno cominciano a smontargli il giocattolo e ne chiedono le dimissioni. Lui invece di mandar tutti a ramengo, consente a Grazioso di smentire quel che in piena SindromeDiLorenzo aveva improvvidamente scritto su Facebook ("dimissioni"). Di lì in poi, da Wanamaker a Coleman passando per il reintegro di Lestini, è un calvario... |
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O comanda o ti distrugge. Siccome qualcuno ha avuto per la prima volta nella storia l'ardire di non farlo comandare, lui ha optato per il piano-B. Sul piano delle esternazioni più ermetico di un Austin Freeman in sala stampa, su quello delle responsabilità dirette non lascia impronte digitali: non lo incastrerebbero neanche quelli di CSI. Che poi, nel chiuso di via Zuelli, dove quando lui parla gli altri si accomodano nel posacenere, abbia trasformato in far-west alcuni consigli direttivi è tutto un altro discorso. Per un decennio ci siamo sentiti dire che se la Fulgor era in B1 era merito suo. Non creda di non c'entrare nulla nel fatto che ci è ritornata. Di sicuro non è così che si sta dentro ad una società. |
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Maurizio Berlati |
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Strappa la sufficienza per la finale nazionale dei suoi Under 19 Elite. Entrò con Alberani, non è chiaro se nel frattempo abbia cambiato casacca. |
![]() Giuseppe Fabbri Consigliere |
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Da osservatore "in prima fila" non è un segreto che da mesi considerasse l'allenatore parte integrante del problema. Ma più che sfogarsi coi vicini di posto, avrebbe potuto farlo cacciare in uno dei consigli direttivi cui ha partecipato. |
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Luigi Pomponi |
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Per lunghi mesi atterrato da motivi di salute. Bentornato. |
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Stefano Raffoni |
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Quello che ha sganciato di più è quello che ha parlato di meno: e questa è una nota di merito. Resti e si consolidi se riesce a dare un'imprimatur ambiziosa al progetto. In caso contrario eviteremmo di confonderci ulteriormente in simili disavventure... |











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