
La conferenza stampa di 'celebrazione' del 4° posto finale della FulgorLibertas Under 19 alle recenti finali nazionali elite di Lignano Sabbiadoro è stata anche l'occasione per fare il punto sulla situazione delle giovanili a Forlì.
"Padrone di casa", il responsabile delle giovanili biancorosso Maurizio Berlati. Che apre le danze. E dopo i doverosi ringraziamento agli sponsor presenti (Martino Chieffo, in rappresentanza di MarcoPoloShop.it, e Alberto Romagnoli di CariRomagna), Berlati tesse le lodi alla stagione svolta dal vivaio FulgorLibertas. Vetrina, ovviamente, agli Under 19, presenti in massa all'incontro: "Crediamo nella politica dei piccoli passi. Per questo abbiamo scelto di fare l'elite e non l'eccellenza, anche se probabilmente potevamo starci. L'ottimo risultato dei ragazzi di Tumidei mi conforta ripensando a quando ero io a per primo a cercare di convincere Alessandro della reale bontà di questo gruppo. Dopo aver superato passo dopo passo i vari concentramenti, se non avessero trovato avversari in vena di 'matta' avrebbero fatto ancor più strada".
Passa di là, Berlati, quando motiva in modo a dir poco improbabile le ultime due sconfitte della FulgorLibertas Under 19, nella semifinale e nel match per il 3° posto. "I nostri ragazzi sono ambiti da numerose realtà, e per quello che ho potuto vedere anche nel perimetro della partita erano continuamente attorniati e distratti da svariati personaggi della pallacanestro italiana. Tant'è che ad un certo punto ho fatto presente a tutti che i ragazzi appartengono alla FulgorLibertas, e chi vuole saperne di più deve venire a parlare con noi. Questo nucleo - prosegue Berlati - ha meritato la chance di giocare il campionato d'eccellenza, e in tal senso procederemo. Per questo intendiamo difendere questo gruppo dagli attacchi esterni e tenerlo con noi". E infatti: Vadi andrà a Reggio Emilia...
Il discorso si allarga poi al resto del settore giovanile. "Raccogliamo i frutti - dice Berlati - della scelta di utilizzare allenatori full-time, che fanno del lavoro in palestra la loro attività principale. In sostanza ci avvaliamo di professionisti, proprio come Tumidei, che dalle 9 della mattina alle 10 di sera è più probabile trovarlo in palestra che altrove". Tra i professionisti full-time non ci sarà, dalla prossima stagione, Annamaria Fantini, per 2 anni responsabile tecnica. "Con l'Anna, inutile nasconderlo, ci sono talvolta state delle incomprensioni, ma ho sempre apprezzato il fatto che con lei ci si confrontasse in modo aspro ma alla fine si ripartisse da capo senza rancore. Stimo Annamaria come allenatrice, però credo che sia giunto il momento di separare le nostre strade, e quando ci siamo sentiti al telefono l'ultima volta c'è stato un in bocca al lupo reciproco". Chi dopo di lei? "Stiamo valutando una serie di nomi. Mi piacerebbe - dice non senza un certo spericolato ottimismo - puntare su una figura tecnica di qualità, che dovrà professionalmente dedicarsi a fornire le linee di lavoro ai nostri allenatori".
Berlati, che da un paio d'anni si è posto l'obiettivo di far superare le incrinature che da sempre dividono in 'clan' il mondo del basket giovanile forlivese, annuncia con soddisfazione l'entrata sotto l'orbita di via Zuelli della Giorgina Saffi. "Crediamo che la Serie D sia il campionato giusto per far affacciare al basket seniores i nostri ragazzi - spiega il responsabile - vedersela con vecchi marpioni delle minori non potrà che far bene ai nostri giovani. L'anno prossimo rifaremo anche la Promozione coi Rabbits, che si uniranno con il New Basket Aurora (risalita dalla Prima Divisione, nota di FB) a formare un'unica squadra. Inoltre ci apriremo al basket femminile, portando avanti il lavoro della Libertas, che entrerà anch'essa con noi".
A proposito di altre realtà. Inevitabile toccare il tema dell'eterna dicotomia col Cà Ossi. Berlati racconta che poche settimane fa il piano di collaborazione col Cà Ossi era pronto, solo da firmare. Ma... "Finalmente con le persone che guidano il Cà Ossi, coi quali intrattengo rapporti buoni e che considero persone capaci, eravamo arrivati a 1 cm dall'obiettivo di un grande settore giovanile collaborativo in tutte le sue anime. Ma qualcuno al momento del dunque si è tirato indietro". E chi si è tirato indietro: voi o loro? "Posso solo dire che io ero soddisfatto del punto d'intesa raggiunto, qualcun altro evidentemente no". Il riferimento, tacito ma esplicito, è a Silvano Dal Seno. Che, da presidente Fip locale, non dovrebbe aver a cuore che le società facciano sistema? "Non fatemi dire altro. In ogni caso altre persone del Cà Ossi mi hanno recentemente ricontattato per riallacciare i fili del discorso. Perchè è lì, inevitabilmente, che si deve andare".





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