Punto G.ira


Nonostante la neve, si scherza col fuoco
LegaDue ferma, Palafiera chiuso da un mese e mezzo: FulgorLibertas in anestesia totale
 

"Poletti ha il contratto con noi fino al 30 giugno 2013. Soddisferemo la sua voglia di giocare di più se troveremo un altro giocatore bravo almeno quanto lui". Il pragmatico buon senso di Santi Puglisi, ds di Brindisi, una decina di giorni fa in diretta con LuneDiSport, sembrò perfino follia eversiva d'altri tempi a chi - come noi - si sciroppa da settimane fumose chiacchiere, bizzarri regali di Natale (agli altri) e avvincenti supercazzole. Sta di fatto che uno meglio di Poletti a Brindisi non l'hanno trovato, Poletti se lo tengono e Forlì - che come ormai acclarato non fa un mercato proprio, ma vive di riflesso su quello altrui - è piantata in mezzo alla neve. Senza catene, nè gomme termiche. Però fa la parte di quello che scende dalla macchina e si atteggia con fare spavaldo a colui che ha la situazione sotto controllo.

Il punto è che rispetto a 40, 30, 20 giorni fa non è cambiato nulla. Forlì era e per forza di cose resta, al momento, la squadra più tenera (dài, diciamo "tenera", che "scarsa" suona male) della LegaDue. Nel frattempo ha preso lo sberlone di Ostuni, che lì per lì ha fatto male, certo, imponendo l'accelerazione su Mitchell. Un'accelerazione prontamente rinculata dalle altrui esigenze. Ma poi la neve copiosamente caduta davanti ai nostri cancelli, un mese e mezzo senza Palafiera e lo stop del campionato hanno coloroformizzato il quadro: e così ci siamo un pò tutti dimenticati di cosa Forlì, allo stato attuale, manda in campo alla domenica.

Temiamo che ce ne accorgeremo al PalaDozza tra qualche giorno. Quando, pur contro le demenziali rotazioni di Markowski in un ancor più demenziale ambiente da Truman Show (in cui tutti fan finta di essere qualcosa che non sono), il nostro cosiddetto reparto lunghi (Casoli claudicante, Trapani acciaccato, Lestini zoppicante, Campani convalescente) farà quel che potrà. Presumibilmente alla mercè del primo metro e settanta stile-AaronJohnson che si metterà in testa di andare a scorazzare in scooter dentro al nostro pitturato. Certo, la pallacanestro di Vucinic è imperniata sugli esterni: ma perfino l'orrenda Ostuni ha certificato che il playground integrale a Bologna può essere una buona idea nelle sere di giugno ai Giardini Margherita, ma indoor non garantisce i 2 punti.

Alberani lo sta facendo capire abbastanza chiaramente (se non danno la molla a Poletti ci sono concrete possibilità di rimanere così): ma così siamo fragili, ai limiti dell'impresentabilità. Ed è da gonzi totali incrociare le dita e pensare che questa sempre più pericolosa stagione te la girino Nardi (chissà come sarà messo, e grossomodo non potrà dare un contributo sensato prima di 4/5 partite, un'enormità) o Campani (dal quintetto base alle carte bollate con l'avvocato, andata&ritorno: parliamo di uno che tende all'impalpabilità quando è al 100% della forma, figurarsi al momento).

Sensazione: mentre fuori impazza la nevicata del secolo e si muore di freddo, in via Zuelli scherzano col fuoco. Perchè gli altri si rinforzano (qualcuno - tipo Sant'Antimo con Troy Bell - ci riesce, qualcuno no: ma tutti ci provano), mentre noi restiamo i presuntuosi che credono che alla fine tanto tutto andrà per il verso giusto. Rimuginando su di una primavera irripetibile (non ci sono più quei giocatori, non potranno esserci più quelle coincidenze astrali, quelle botte di culo insomma), auto-convincendoci che l'Idea di gioco del serbo alla fine sistemerà pentole e coperchi tappando le falle di un roster che non ha senso, confidando che "vuoi proprio che una più scarsa di noi non ci sia?".

Scusateci, se irrompiamo nel vostro quadretto natalizio fuori tempo massimo, tra il pupazzo di neve e la discesa con il bob dalla montagnola del parchetto sotto casa, con le nostre tediose argomentazioni. Ma continuiamo, parossisticamente, a credere che la Forlì che tiene al basket meriti qualcosa di più di questa roba qua. Nelle settimane scorse abbiamo tentato, anche usando l'arma dell'uricante provocazione, a 'stanare' qualcuno dei 50 e rotti, a vedere se c'era o c'è qualcuno che in un impeto d'amor proprio riusciva o riesce a sbattere i pugni sul tavolo, rifiutando una parte avvilente. Per ora niente da fare. Restiamo delle Cassandre inascoltate, profete di sventura, e per questo invise ai più. Speriamo solo di sbagliarci e di vedere le cose peggio di quanto non siano. E speriamo di non dover sentir nessuno piagnucolare a maggio. Perchè a quel punto riavvolgere il nastro e ripensare a quel che (non) si fece dalla partenza di Easley in poi, significherebbe mettere chili di sale sulla ferita. Quello stesso sale che adesso spargete a piene mani sul marciapiede sotto casa. A proposito: scusandoci per il disturbo, tornate pure al vostro quadro idilliaco: il bob, il pupazzo di neve, la puntata 'on demand' di LuneDiSport.

Riccardo Girardi
Contributo originale a cura di forlibasket.it.
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A cura di
Riccardo Girardi
riccardogirardi@forlibasket.it



Articolo pubblicato
Martedì 07 febbraio 2012 10:23

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