Il messaggio in realtà è molto più devastante di quanto non possa sembrare. Il messaggio va ben oltre quel che succederà nella sportivamente drammatica trasferta di Ostuni. In cui la Forlì del basket esibirà in diretta nazionale e a reti unificate la sua penosa condizione. L'armata brancaleone (non si offendano Vucinic e quei 4/5 encomiabili professionisti che stanno dando il 101% in un contesto diroccato) che va in campo al PalaPentassuglia è lo specchio fedele di una società in stato confusionale. Che, a fatica, sa quel che vuole. Ma che di sicuro ha la minima idea di come prenderselo.
Scurdammoce 'o passato, Easley e Wanamaker, Marino e Lestini. Ce ne sarebbe per sette castighi, ma stiamo all'attualità. Nella settimana in cui escono i dati di affluenza della LegaDue (Forlì è over 3.000, 2° in assoluto dopo Brindisi partita per stravincere il campionato), era effettivamente giusto rendere omaggio alla piazza. Cosa meglio della sberla - sonora - del mancato arrivo di un lungo? E dire che bastava un lungo purchessia (o giù di lì): d'altronde coi Bianchi, coi Colosio, coi Marino, col ritorno di Lestini, coi Trapani, Alberani & C. hanno ormai alzato la soglia della tolleranza a livelli inusitati. E noi saremmo quelli che "vogliono Bargnani"? Ma se eravamo tutti coi capezzoli turgidi sognando non dico Beckham bensì Banti (statistiche da youporn), o in alternativa, pronti ad emozionarci - romantici che non siamo altro - all'idea di riabbracciare un Poletti o un Farioli. Ma del resto, se entri - non da Lanzoni Giordano, facciamo alla Piaggio - con in mano un sacchetto di fagioli, non esci nemmeno con un ApeCar cabinato del 1976. Ecco perchè Banti, Poletti e Farioli restano dove sono.
L'occasione di Ostuni era ghiotta: partita importante, anzi importantissima a livello di classifica, su un campo fragile (Ostuni è la più battuta tra le mura amiche). A voler essere maligni pareva l'unica chance di successo fuori casa plausibile per la squadra più disastrosa del dopoguerra in trasferta. Il fato ti aveva pure dato 15 giorni per organizzarti al meglio. Ma il destino, come canta, Lorenzo, "punisce chi ha le ali e non vola". E allora Casoli e Lestini, ultimi baluardi per tentar di presidiare l'area, vanno beffardamente ko: il pivot lo farà presumibilmente Gabriele Foschi.
Adesso scegliete voi con chi prendervela o come ripartire i millesimi della vostra costernazione. Avete l'imbarazzo della scelta. Potete prendervela con forlibasket: lì non si sbaglia mai, però frustateci forte che godiamo. Sennò, in alternativa, c'è pur sempre il presidente Grazioso (che fa il regalo di Natale a Easley e dà un pacco ai suoi 3.000 tifosi) oppure c'è il direttore tecnico Alberani (che da una settimana è ad un 1 cm dalla chiusura della trattativa, ma 1 cm evidentemente può essere lunghissimo); poi c'è il consigliere in decomposizione Arpaia (che, fedele alla parte che s'è scelto, ha dato spettacolo vomitando bile contro tutto e tutti anche nell'ultimo consiglio direttivo) affiancato dal fido general manager Genesi (che sovrintende, impotente, al teatrino); oppure - se volete uscire dal solito circolo vizioso - c'è Stefano Raffoni - mister Ortomio - che se ci resta male (comprensibilmente) nel vedersi associato alla foto di un barbone che rovista nei rifiuti, dovrebbe far tremare i muri di via Zuelli anzichè contrariarsi con chi centra (tristemente) la metafora.
Ma se la sostanza è quella sopra descritta, anche i dettagli non sono affatto male. Per esempio nell'area comunicazione c'è Ferro, il delegato del delegato, che pur indaffaratissimo col progetto "Scuola di Tifo", non spiegandosi come mai non si levino statue equestri in onore dei protagonisti di queste magnifiche settimane, ha come primaria preoccupazione che il martedì nessuno prenda la strada di Panorama Basket (eh già: questi sì che sono i problemi del basket forlivese). E a proposito di Panorama Basket: dal settore giovanile urla scandalizzate, da Annamaria Fantini (persona solitamente disponibile) in giù. Tutti imbestialiti perchè nell'ultima puntata è stato detto con 30" di ritardo che la FulgorLibertas fa "ben" 1 campionato di eccellenza (Virtus, Fortitudo, Crabs e Reggio Emilia 3, Angels e BSL San Lazzaro di Savena 2). Insomma: stanno dentro ad una società che non conosce l'ABC, però saltano sulla sedia per una Y scritta con la gamba dalla parte sbagliata.
Ma, come detto in apertura, il messaggio in realtà è molto più devastante di quanto non possa sembrare. Perchè se una società (solita tiritera: 50 e più soci, 1.300 abbonati, 3.000 fissi alla partita) non riesce a prendere un Banti, siamo sicuri che riuscirà ad organizzare un 2012/13 in LegaDue?











