Il commento


Mannino/Giovannetti: e se vi deste la mano?
Castrocaro/Faenza e il coach forlivese si sono lasciati in 'malo modo'
L'uno ha edificato il futuro dell'altro: dovrebbero ringraziarsi!


Loris Giovannetti con Roberto Vianello, numero 1
del Basket Piero Manetti Ravenna

Commento di
Riccardo Girardi

Che Loris Giovannetti avesse l'accordo con Ravenna da ben prima della fine del campionato - c'è chi dice da gennaio - era il più classico dei segreti di Pulcinella. Non sappiamo se e quanto sia stata giusta, da parte del coach, per settimane, anzi mesi, la strategia del negare negare negare. Negare l'evidenza, mostrandosi il "verginello" che certe cose (accordarsi in corsa con un'altra squadra) non le fa. Posto che l'alternativa (dichiarare a metà stagione che a giugno se ne sarebbe andato) non sarebbe stata probabilmente la più opportuna delle uscite. Del resto la sua società "sapeva": e se non sapeva gliel'avevamo fatto sapere noi. Tanto che negli ultimi mesi Giovannetti e Castrocaro/Faenza erano chiarissimamente 'separati in casa'. Con l'ombra dell'imminente tradimento tollerata dal presidente Mannino solo in ragione di un campionato in cui - nel bene - sarebbe potuto succedere di tutto.

Castrocaro/Faenza e Loris Giovannetti insomma si sono lasciati. Male. E Giovannetti, ma tu guarda, ha firmato proprio con Ravenna. Annunciando ai suoi dirigenti - con stile non eccelso - la sua scelta di tornare a Ravenna una manciata di ore dopo la sconfitta di Anzola, rendendo perfino lapalissiano che un accordo - anche se non necessariamente firmato - non poteva che sussistere da ben prima.

L'ultim'ora recita che agli imminenti FB Awards la società manfredo/termale verrà. Ma per bocca del presidente Mannino ci ha fatto sapere che "non avendo più nulla a che spartire col suo ex-coach non lo ospiterà nella propria area". In questo clima da 'guerra fredda', noi, al contrario, crediamo che Mannino e Giovannetti dovrebbero fare un bel respiro. E che potrebbero, se non abbracciarsi, almeno darsi la mano. Magari proprio alla serata degli Oscar, simbolicamente, davanti a tutto il basket romagnolo. Perchè a volte viene il momento in cui orgoglio, convinzione d'aver ragione, senso dell'onore possono fare un passettino indietro dinnanzi alla reciproca riconoscenza.

Mannino e Giovannetti sono giunti al termine di 1 anno e mezzo oltremodo significativo - e non poco - per entrambi. In cui l'uno ha tratto dall'altro linfa importante per il proprio presente e per il proprio futuro. Giovannetti non era esattamente un allenatore sulla cresta dell'onda, quando gli giunse l'opportunità di guidare Porcellini & C.: anzi, diciamo pure che è stato 'rimesso in pista' da Mannino. E grazie a quella chance oggi può firmare un contrattone 18 mesi fa per lui inimmaginabile. Mannino, d'altro canto, si affacciava, 2 anni fa, alla sconosciuta B2 in una sconosciuta piazza. Con Boero il suo progetto stava naufragando a gonfie vele verso la C1: Loris si prese una patata bollente mica da ridere, conducendola trionfalmente ai playoff (l'anno scorso) e facendole lambire la B1 (quest'anno). Se oggi Castrocaro/Faenza è oggi una solidia realtà di B2, beh c'è anche lo zampino di Giovannetti. Bene: non dobbiamo essere noi a spiegare a Mannino - uomo d'azienda molto prima che di sport - che se un professionista acquisisce un valore sul mercato, è perfettamente legittimo che si muova nella direzione di ottimizzarlo. La "forma" posta in essere da Giovannetti potrà anche essere stata discutibile. Ma la "sostanza" è che per trattenerlo Mannino poteva sottoporgli, a gennaio, un bel contratto dandogli in mano le chiavi della macchina. Non l'ha fatto. Ravenna sì. Amen. Castrocaro/Faenza andrà avanti anche senza Loris: ma lasciarsi con rancore non è obbligatorio.

Riccardo Girardi
Contributo originale a cura di forlibasket.it.
Se ne autorizza il "copia & incolla" (totale
o parziale) previa citazione della fonte.



A cura di
Riccardo Girardi
riccardogirardi@forlibasket.it



Articolo pubblicato
Mercoledì 04 giugno 2008 10:11

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