Punto G.ira


FulgorLibertas, fattore-sorpresa cercasi
Dalla B1 in giù facciamo il punto...
Pregevole il 2° posto. Ma per vincere quando conta ci vorrà creatività
Castrocaro, compra senza paura. Serra sempre più convincente
 
 
 
 
 
Rubrica di
Riccardo Girardi
 
Antefatto. Ci scusiamo con le società del circondario cui è andato l'Asti Cinzano di traverso nell'immediata prossimità del Natale. Col nostro Pensiero Stip€ndio non avevamo alcun intento persecutorio nei confronti di nessuno: volevamo fornire ai nostri lettori una serie di informazioni che nessuno ha mai voluto, potuto o saputo trattare apertamente. Parlando - come nostro costume - al di fuori delle solite patetiche ipocrisie, abbiamo fatto emergere alcuni tra i più giganteschi "segreti di pulcinella" della storia del basket forlivese. Qualcuno è inorridito, anzi ha fatto finta di inorridire, scrivendo comunicati in lingua pseudo-forense a margine di un Homer Simpson intento in una Duff. La verità, espressa nella sua bruta essenzialità, talvolta può essere una luce accecante. E se le il "sistema" dello sport italiano - non solo del basket a Forlì - funziona in un certo modo - nel senso che non tutto è come sembra o come si dice che sia - state tutti tranquilli che non sarà certo il nostro modestissimo portale ad averlo scoperto. Fine dell'antefatto. Parliamo di basket.
 
FulgorLibertas. Avevamo detto, da queste pagine: "a meno di svaccate, sarà un pandoro biancorosso da addentare in ogni caso col sorriso sulle labbra". Oddio la svaccata a Codogno in teoria è pure arrivata. Ma vediamo di conservare il sorriso. "Non siamo ancora pronti per giocare questo genere di partite". Lo ricorderete. Quando questa frase la pronunciò Gabriele Foschi, team manager FulgorLibertas - riavvolgete il nastro fino alla primavera scorsa - al termine di Gara4 della maledetta serie contro Osimo, trasecolammo. Nel bel mezzo di una semifinale per la LegaDue apprendere che Forlì "non era ancora pronta" non solo fu stupefacente. Fu al contrario illuminante, visto quel che successe un paio di giorni dopo. Effettivamente "non eravamo ancora pronti per giocare quel genere di partite", ed Evangelisti ce lo spiegò per benino al Villa Romiti. Passano i mesi, e sentire le medesime parole sul parquet di Codogno da parte di Gigi Garelli, a pochi giorni dal Natale, ci consola: perchè stavolta perlomeno ci sono 5 mesi di lavoro avanti a sè per provare a farsi trovare pronti. 
 
Cos'hanno detto questi 4 mesi di campionato? Parecchie cose. Ci hanno fatto vedere il peggio (a Modena) e il meglio (con Treviglio in casa). Ci han dato un secondo posto comunque pregevole, condito da un filotto di 6 vittorie che non è da tutti. Soprattutto questi 4 mesi hanno detto che questa squadra se arpiona il match e lo fa correre sui binari a lei graditi può vincere contro tutto e tutti. Diverso il discorso quando la partita esce dai binari graditi. Non è detto che si perda al 100%: se la FulgorLibertas riesce a raddrizzarla giocando "alla sua maniera" ok, si torna in carreggiata e si vince (vedi Castelletto Ticino). Ma se per invertire il trend occorre cambiare qualcosa, immettere una variante, sorprendere con una trovata, esibire un'arma segreta, Forlì tende a farsi di nebbia. Nel 70% delle partite di B1, da un lustro in qua, la FulgorLibertas affronta domenicalmente antagonisti inferiori a lei come caratura squisitamente tecnica. Ne deriva che gli allenatori avversari si fanno in quattro per "strolgare" soluzioni, trappole, zone, match-up, raddoppi, pressing, funamboli dalla panchina, nani, ballerine.
 
Garelli, al contrario, procede monocorde, sulle proprie certezze - che di solito coll'andar dei mesi si solidificano notevolmente -, ancorato, tra le altre cose, alla sua immutabile difesa individuale. Un andazzo anche piacevole, per intenderci, che fa vincere tanto. Ma che molte, troppe volte, quando si arriva agli appuntamenti "caldi", quelli che ti cambiano la storia, quelli contro quegli antagonisti che non sono poi così inferiori, se c'è da estrarre il coniglio dal cilindro, Forlì raspa a vuoto nel copricapo e gli altri mettono sù "We are the Champions". Un pò di fantasia, un pò di creatività, un pò di elasticità: questi crediamo siano i margini di miglioramento per un gruppo ringiovanito, con due/tre punti fermi consolidati (Moltedo, Davolio, Brigo), un puledro di razza in via di svezzamento (Becerra), più diversi ragazzi potenzialmente bravi ma intermittenti. Un gruppo, insomma, che da qualche additivo di tipo tattico trarrebbe senza meno giovamento.
 
B2. Castrocaro/Faenza è lanciata per un campionato di vertice. E' una notizia? Non per noi, che da sempre crediamo che il complesso in mano a Giovannetti possegga in sè ingredienti raffinatissimi. Toccare gli ingranaggi di una organismo che scoppia di salute è sempre rischioso, ma noi restiamo dell'avviso che un rinforzo di qualità sia cruciale per poter veramente graffiare e fare della B1 non un fantasticabile miraggio ma un plausibile obbiettivo. Faggiano era ad un passo, ha scelto Vado Ligure e la B1. Fossimo in Mannino non desisteremmo. Altro passaggio importante? Iniziare a far venire al PalaCattani la gente di Faenza, intendiamo dire i 700/800 potenziali che questa piazza in passato - in situazioni analoghe - ha saputo esprimere. Perchè giocare col calore della gente anzichè in frigorifero non è la stessa cosa. Intanto il fulminante blitz della Morigia inchioda la Ravenna - come da tradizione - ad alto tasso di forlivesità. Non se la passa bene Giangi Galetti, uno che ad agosto nella città bizantina firmò un triennale "chiavi in mano" (allenatore+ds+responsabile giovanili). Sembra che patron Vianello abbia messo sulla graticola il coach forlivese, prova provata dei limiti progettuali del basket contemporaneo, in cui 4 mesi sottotono bastano e avanzano per mettere a repentaglio un sontuoso piano impostato sul periodo di mesi 36. Se il munifico assicuratore del porto ravennate si disfa di Galetti ci viene il dubbio che quando lo firmò l'estate scorsa fosse reduce forse da uno di quegli infiniti e alcolicissimi happy hours che van di scena a Marina di Ravenna. Contrariamente può sempre cacciare i 3/4 che giocano contro al loro allenatore. Veda lui.
 
Salto in C2. Le nostre due squadre svoltano nell'anno nuovo in buona posizione. Per Forlimpopoli, che perdendo Gordini e richiamando Rondoni non è affatto detto che c'abbia rimesso (dopodichè auguroni a Samuele), supponiamo ci siano parecchi rimpianti per i 4 punti gettati alle ortiche (Stars e Medicina). Toglietene 2 alla squadra di Millina, mettetene 4 all'Artusiana e diteci se non poteva scapparci il più insperato dei campionati di vertice. Detto questo, la politica della pesca nel sommerso non ha dato grandi risultati (Piazza, Pregnolato, Balistreri: si sperava che almeno uno "esplodesse", invece...). Così come la scelta Abbondanza non ci stupiremmo se il giugno prossimo venisse sconfessata. Ma non è detto. I risultati, come visto sopra, cambiano spesso gli scenari.
 
Garelli smoccolò un minimo, quando l'estate scorsa, ancora freschi dell'indigeribile 2-3 da 2-0, alle nominations agli FB Awards come allenatore dell'anno gli preferimmo Alberto Serra dello Scirea, che alla fin fine aveva effettivamente fatto la Poule Retrocessione. Per caso o per bravura, in questo allenatore-sorpresa, promosso ad head coach inaspettatamente da una felice intuizione di Alderigo Silimbani, ci avevamo intravisto qualcosa. E le nostre sensazioni sono confermate da questo squarcio di 2007/08 di casa Scirea. Serra è stato bravo a riassestare la stagione che dopo un inizio giocato al di sopra delle proprie reali possibilità stava prendendo un andazzo pericoloso. Con una faticosa politica del lavoro - stagione bianconera partita quando gli altri stavano ancora in spiaggia con le infradito - coach Pomo ha messo tanto fieno in cascina al pronti-via. Oggi, con il rientro di Ravaioli e con un Piani la cui fiducia in sè stesso in 12 mesi è raddoppiata, l'obbiettivo stagionale di una salvezza molto anticipata è molto più che possibile. E Pomo Serra abbiamo la sensazione sia un allenatore in rampa di lancio.
Riccardo Girardi
Contributo originale a cura di forlibasket.it.
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A cura di
Riccardo Girardi
riccardogirardi@forlibasket.it



Articolo pubblicato
Giovedì 27 dicembre 2007 16:17

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