
Serata per pochi intimi (peccato!), eppure emozionante, quella all’Hotel della Città, dove Marino Bartoletti ha presentato la biografia di Sandro Gamba scritta da Flavio Suardi, entrambi presenti al suo fianco. Emozionante per la levatura dell’uomo, morale e professionale. Emozionante per la fetta di storia del basket italiano che questo signore oggi settantenne rappresenta.
Perché un libro su Sandro Gamba e soprattutto perché solo adesso? E' stata la prima domanda posta da Marino Bartoletti al giovane autore Flavio Suardi, che per primo si è stupito del fatto che nessuno ci avesse pensato in precedenza, che si sia dovuto aspettare l’iniziativa di un giornalista poco più che trentenne per rendere la giusta gloria ad un’icona del basket.
Via dunque ad una carrellata emozionante di ricordi. 60 anni son mica pochi, dedicati al basket, dagli inizi come riserva in una squadra di Serie A, torneo giocato nei campi di terra battuta, all’arrivo dei primi americani rigorosamente bianchi, agli anni spesi nelle panchine dei club di Milano, Varese, Torino, Bologna e della Nazionale. Tutte realtà che Sandro Gamba ha contribuito a fare grandi.
Fino alla consacrazione definitiva nel 2006, con l’inserimento del suo nome nella Hall of Fame (quella vera americana, non quella modestissima di FB!), il Pantheon che raccoglie i più forti e famosi protagonisti della palla a spicchi a livello planetariom coloro cioè che hanno dato un contributo fondamentale al miglioramento e all'affermazione di questo sport.
Presenti, tra gli altri: Piero Pasini, Silvano Selvi, Stefano Benzoni, Marco Bilancioni, Erio Masoni, Roberto Raffoni.
Per saperne di più:
Sandro Gamba nella Hall of Fame

Sandro Gamba posa con la nostra inviata, Francesca Donati












