Prima o poi doveva succedere. E che succeda dopo 13 anni, che nel web è un'era geologica, è un successo. Forlibasket finisce qui. Oguno di noi ha davanti a sè scelte professionali e di vita che hanno assunto ruoli importanti alla voce "priorità" e quindi questo sito, meraviglioso ma decisamente impegnativo, è diventato una fatica. E, chiaramente, non può e non deve succedere. E visto che non vogliamo trascinarci nè perdere un grammo della qualità a cui abbiamo sempre abituato i nostri lettori, preferiamo tirar giù la claire.

Onestamente, questo addio non nasce adesso, ma un anno fa. Quando, seduti intorno ad un tavolo, col basket forlivese appena fallito, in pieno marasma Boccio e con una realtà appena nata di cui ancora non si sapeva il nome, abbiamo deciso che non potevamo fermarci nel momento più basso degli ultimi 15 anni di basket forlivese. E abbiamo deciso di andare avanti, con pochissima benzina nel motore, con la malcelata consapevolezza che sarebbe stato il nostro ultimo giro di giostra e con una sana dose di incoscienza, perchè non ci siamo subito resi conto che avremmo dovuto sorbirci cinquanta partite di serie B. Però l'abbiamo portata a termine, sui gomiti, e grazie (grazie davvero) all'aiuto di amici che sono saliti a bordo in quell'estate difficile e ci hanno aiutato: Matteo Peppucci ed il suo favoloso talento, Max Ghetti e la sua abnegazione per i giovani e Luca "Grammo" Gramellini ed il suo inesauribile ottimismo sono stati preziosi compagni di viaggi. A questi affianco Enrico Pasini, che non è certo nuovo in queste pagine, ma che ha lavorato su Panorama Basket come se non ci fosse un domani, l'ha guidato mirabilmente e oggi l'ha, stragiustamente, ereditato e ne farà un prodotto fantastico.

Ma veniamo a "noi". Su queste pagine si sono alternati un gruppo di amici. Che a volte si sono persi di vista ma che hanno fatto della passione per questo sport un motivo trainante per portare avanti una testata giornalistica. Qualcuno avrebbe meritato una chance in più nel mondo dell'informazione, come Paolo Grillandi, il più bravo di tutti noi. Altri li abbiamo persi per strada ma ci scappa sempre un sorriso quando li ricordiamo, come il tornado Lele Rieschi, o sono arrivati là dove il loro talento li ha spinti, come Guido Cappella. Ci sono stati quelli come Giovanni Fussi o Riccardo Molinari che sono spariti e riapparsi come comete, a fasi alterne delle nostre e loro vite. Ci sono quelli che invece, anche se arrivati in ritardo, ci sono stati sempre, come Massimo Framboas, mio insostuibile braccio destro in questo ultimo anno, a cui il modo del basket ha, meritatamente, dato una chance. E, last but not least, Marco Zannelli, uomo di intelligenza pazzesca sempre sottovalutata e ultimo dei mohicani (insieme al sottoscritto) che c'è fin dagli inizi. Di Zanna, fra le mille, mi viene sempre in mente una frase; mi chiesero, un giorno, di entrare a far parte della FulgorLibertas, ne parlai con lui che mi folgorò con "ricordati, se ti genufletti una volta, poi non sarai più credibile quando deciderai di stare in piedi". Bang. Rifiutai la proposta.

Poi c'è Riccardo Girardi. Eh, qui la situazione emotivamente si complica. Tutto quello che vedete e avete visto in questi anni, da Forlibasket a Panorama Basket, dal mio libro all'album delle figurine al film sulla Libertas1946 o quello sulla salvezza della FulgorLibertas, alla festa al palafiera alle migliaia di idee che hanno girato in queste pagine, vengono dalla sua mente. Non ho mai visto (e credo che mai vedrò più) uno così. Uno che in dodici mesi ha rivoluzionato la comunicazione del basket forlivese, che era la stessa da trent'anni. Pazzesco solo a pensarci. Se adesso ho il ruolo lavorativo che ricopro lo devo, in tutta franchezza, anche a lui, che mi ha insegnato che se hai un'idea, ci credi, la porti avanti e ne curi maniacalmente i dettagli, è assai probabile che avrai successo. E' stato un'ispirazione oltre che, per dodici anni, un fratello che ho sentito al telefono più di mia moglie. Per un anno ho occupato, di certo abusivamente ma spero degnamente, la poltrona che è (e rimane) sua. Ed ho capito quanto il ruolo sia bello ma estremamente complicato, soprattutto nell'ultimissimo periodo quando una straordinaria avventura professionale mi ha portato a decidere di lasciare la direzione di Forlibasket: in quel momento (ma non certo per quella decisione) l'amicizia fra me e Gira è finita. Ma questo è un altro capitolo.

Non mi resta che chiudere con i ringraziamenti di rito: ringraziamo tutti gli sponsor che in questi anni ci hanno supportato e sopportato con straordinaria vicinanza. Ringraziamo tutti quelli che ci hanno insultato, deriso, querelato, maledetto: sono stati la benzina che ha mantenuto acceso il nostro fuoco. Ringraziamo tutti coloro che hanno perso un'ora o solo un minuto per postare una news o una mininews sul nostro sito. Ringraziamo i nostri forumisti, amici del bar meravigliosi e competenti. E ringraziamo soprattutto voi, cari lettori, che mai ci avete abbandonato, nemmeno nei momenti più bui.

E' ora di coprire i mobili con le lenzuola, spegnere le luci e chiudere bene la porta a chiave. Dentro gli scatoloni rimangono centinaia di bellissimi ricordi. E rimane la nostra passione, perchè il fuoco non si spegne e ci porterà ancora a seguire il basket, magari un pò più rilassati.

Con tutti voi, ci vediamo a palazzo,

Un abbraccio

Rom